Il pasticciere

Il Caffè del Pasticciere deve la sua fortuna unicamente alla tenacia con cui Stefano Ceresani l'ha fatto diventare una meta imprescindibile dell'intenditore fanese e non solo. In una via che sarebbe insignificante senza questo trionfo di panna, cioccolato e zuccheri, si assiste alla consacrazione di un percorso iniziato molto tempo fa. Classe 1948, Ceresani è un ragazzino quando entra per la prima volta in pasticceria, nel 1960. Era l'inizio di un'ambiziosa carriera: "Curiosavo a destra e a manca, cercavo sempre qualcosa in più." Non ho mai smesso di imparare. Dico sempre che sto ancora imparando …".

Nel 1986 apre Il Pasticciere, tra laboratorio e negozio cento metri quadrati, riservati solo ai dolci. Un buco profumato che sforna un successo dietro l'altro. E' li che nascono torte ancora oggi in testa all'hit parade delle richieste: la Duchessa, la Buona fortuna, la Fruttosa della Fortuna.

Basta guardarlo, Stefano, per capire che non poteva rimanere a lungo in 100 metri quadrati laboratorio compreso.

Così il 18 settembre del 1993 apre il Caffè del Pasticciere: 220 metri quadrati con 140 posti a sedere che diventano 200 d'estate; e 180 metri quadrati di laboratorio underground più 30 di magazzino. Soprattutto quindi non più una semplice pasticceria, ma uno straordinario bar.

"Il cuore di questo locale è il laboratorio", sottolinea l'inesauribile Stefano. Ma un bar non può vivere solo di dolci. Nessun problema: "Un pasticcere deve saper fare anche la pizza, il pane, il gelato".